Quaresima in Quarantena 3 – Giovedì 12 Marzo

Preparazione

  1. Preparare su un tavolo una tovaglietta dove mettere un crocifisso e una candela.
  2. Spegnere televisione, tablet e mettere il cellulare silenzioso.
  3. Aprire la bibbia sul Vangelo di Luca al Capitolo 16, i versetti sono 19-31
  4. I testi per la preghiera di oggi si trovano sul retro di questo foglietto
  5. Il tempo di questa piccola liturgia è di 10 – 15 minuti o di più.

Ordine della preghiera

  1. Segno di Croce: “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Amen.
  2. Un minuto di silenzio nel quale raccogliamo i pensieri e le preoccupazioni di questo giorno e li offriamo al Signore. Poi si ripete per tre volte: “Vieni Signore Gesù”.
  3. Si legga la Prima Lettura. Poi si reciti il Salmo ripetendo il ritornello.
  4. Il capofamiglia, o chi per lui, proclama il Vangelo.
  5. Dopo qualche istante di silenzio, si può leggere o ascoltare le meditazioni disponibili qui: Don Francesco 13.03.2020Don Simone 13.03.2020
  6. Successivamente i presenti possono condividere ciò che la Parola di Dio ha suscitato e un pensiero edificante per tutti.
  7. Recitiamo il Padre Nostro.
  8. Nell’impossibilità di ricevere il Sacramento dell’Eucarestia, si reciti la preghiera di comunione spirituale, senza correre, che trovate qui sotto.
  9. Alla fine ci si segna col segno di croce con le seguenti parole:
    Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.” e si conclude con l’Ave Maria o con un canto liturgico come si preferisce.

Preghiera di Comunione Spirituale (per chi non riceve l’Eucarestia)

Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’ anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.  
 [pausa silenzio]
Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te;
non permettere che mi abbia mai a separare da te.
Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in sconto
dei miei peccati,  in suffragio delle anime del purgatorio e per i bisogni della Santa Chiesa.



Dal Libro del Profeta Geremia (Ger 17,5-10)

Così dice il Signore:

«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore. Sarà come un tamerisco nella steppa; non vedrà venire il bene, dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.

Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell’anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti. Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce! Chi lo può conoscere?

Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per dare a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi, ma come pula che il vento disperde; poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20, 17-28)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:

«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.

Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.

E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore

Quaresima in Quarantena 2 – Mercoledì 11 Marzo

Preparazione

  1. Preparare su un tavolo una tovaglietta dove mettere un crocifisso e una candela.
  2. Spegnere televisione, tablet e mettere il cellulare silenzioso.
  3. Aprire la bibbia sul Vangelo di Matteo al Capitolo 20, i versetti sono 17-28
  4. I testi per la preghiera di oggi si trovano sul retro di questo foglietto
  5. Il tempo di questa piccola liturgia è di 10 – 15 minuti o di più.

Ordine della preghiera

  1. Segno di Croce: “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Amen.
  2. Un minuto di silenzio nel quale raccogliamo i pensieri e le preoccupazioni di questo giorno e li offriamo al Signore. Poi si ripete per tre volte: “Vieni Signore Gesù”.
  3. Si legga la Prima Lettura. Poi si reciti il Salmo ripetendo il ritornello.
  4. Il capofamiglia, o chi per lui, proclama il Vangelo.
  5. Dopo qualche istante di silenzio, si può leggere o ascoltare le meditazioni disponibili qui: Don Francesco 11.03.2020
  6. Successivamente i presenti possono condividere ciò che la Parola di Dio ha suscitato e un pensiero edificante per tutti.
  7. Recitiamo il Padre Nostro.
  8. Nell’impossibilità di ricevere il Sacramento dell’Eucarestia, si reciti la preghiera di comunione spirituale, senza correre, che trovate qui sotto.
  9. Alla fine ci si segna col segno di croce con le seguenti parole:
    Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.” e si conclude con l’Ave Maria o con un canto liturgico come si preferisce.

Preghiera di Comunione Spirituale (per chi non riceve l’Eucarestia)

Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’ anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.  
 [pausa silenzio]
Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te;
non permettere che mi abbia mai a separare da te.
Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in sconto
dei miei peccati,  in suffragio delle anime del purgatorio e per i bisogni della Santa Chiesa.

Dal Libro del Profeta Geremia (Ger 18,18-20)

[I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti. Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».

Prestami ascolto, Signore, e odi la voce di chi è in lite con me.

Si rende forse male per bene?

Hanno scavato per me una fossa.

Ricòrdati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore, per stornare da loro la tua ira.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Salvami, Signore, per la tua misericordia.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, perché sei tu la mia difesa. Alle tue mani affido il mio spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all’intorno!», quando insieme contro di me congiurano, tramano per togliermi la vita.

Ma io confido in te, Signore; dico: «Tu sei il mio Dio, i miei giorni sono nelle tue mani». Liberami dalla mano dei miei nemici e dai miei persecutori.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20, 17-28)

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore

PER LA MEDITAZIONE E LA PREGHIERA:

In questi giorni in cui non possiamo “bere al calice” dell’eucarestia … come mi sto unendo alla morte e resurrezione di Gesù?

Che senso ha la sofferenza?

Contempla qualche minuto il Crocifisso..

Leggi la Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II SALVIFICI DOLORIS.

Quaresima in Quarantena 1 – Martedì 10 Marzo

Ogni giorno una piccola “liturgia casalinga” per ascoltare la Parola di Dio e nutrirsi in tempo di Quaresima!

Quaresima in Quarantena   –   Martedì 10 Marzo 2020

LITURGIA FAMILIARE (a casa, da soli o insieme)

Preparazione

  1. Preparare su un tavolo una tovaglietta dove mettere un crocifisso e una candela.
  2. Spegnere televisione, tablet e mettere il cellulare silenzioso.
  3. Aprire la bibbia sul Vangelo di Matteo al Capitolo 23, i versetti sono 1 – 12
  4. I testi per la preghiera di oggi si trovano sul retro di questo foglietto
  5. Il tempo di questa piccola liturgia è di 10 – 15 minuti o di più.

Ordine della preghiera

  1. Segno di Croce: “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Amen.
  2. Un minuto di silenzio nel quale raccogliamo i pensieri e le preoccupazioni di questo giorno e li offriamo al Signore. Poi si ripete per tre volte: “Vieni Signore Gesù”.
  3. Si legga la Prima Lettura. Poi si reciti il Salmo ripetendo il ritornello.
  4. Il capofamiglia, o chi per lui, proclama il Vangelo.
  5. Dopo qualche istante di silenzio, si può leggere o ascoltare una delle meditazioni disponibili qui: Don Francesco 10.03.2020Don Simone 10.03.2020
  6. Successivamente i presenti possono condividere ciò che la Parola di Dio ha suscitato e un pensiero edificante per tutti.
  7. Recitiamo il Padre Nostro.
  8. Nell’impossibilità di ricevere il Sacramento dell’Eucarestia, si reciti la preghiera di comunione spirituale, senza correre, che trovate qui sotto.
  9. Alla fine ci si segna col segno di croce con le seguenti parole:
    Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.” e si conclude con l’Ave Maria o con un canto liturgico come si preferisce.

Preghiera di Comunione Spirituale (per chi non riceve l’Eucarestia)

Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’ anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.  
 [pausa silenzio]
Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te;
non permettere che mi abbia mai a separare da te.
Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in sconto
dei miei peccati,  in suffragio delle anime del purgatorio e per i bisogni della Santa Chiesa.

Dal Libro del Profeta Isaia (Is 1,10.16-20)

Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra!

«Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.

Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova».

«Su, venite e discutiamo – dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.

Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra.

Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici, i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti. Non prenderò vitelli dalla tua casa né capri dai tuoi ovili.

Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza, tu che hai in odio la disciplina e le mie parole ti getti alle spalle?

Hai fatto questo e io dovrei tacere? Forse credevi che io fossi come te! Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.

Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora; a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,1-12)

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:

«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.

Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore

Ultime disposizioni sulla vita parrocchiale a seguito dell’epidemia di Coronavirus valide fino al 3 Aprile 2020

SANTA MESSA: Sospese tutte le sante messe con la presenza dei fedeli, ivi compresi funerali e matrimoni. Il ricordo dei defunti verrà fatto dal sacerdote nella Santa Messa celebrata a porte chiuse e senza il popolo per presentare a Dio sull’altare tutte le nostre intenzioni.

FUNERALI: si potrà celebrare il rito funebre senza la Santa Messa, direttamente al cimitero, in presenza dei solo familiari stretti.

CHIESA APERTA: la Cappella di Santa Maria delle Grazie (davanti alla chiesa di Sant’Andrea a Bagnaia) sarà aperta da lunedì a sabato dalle 10 alle 19 per la preghiera personale, perché questa epidemia non spenga lo Spirito in questo tempo forte di Quaresima. In Chiesa troverete le indicazioni per la preghiera da portare a casa, insieme ad alcune letture (libri e sussidi) per la meditazione, lo studio e la preghiera personale.

ADORAZIONE EUCARISTICA: tutti i pomeriggi dalle 17 alle 18 a Bagnaia. Alla Chiesa di San Pio a Castel del Piano l’adorazione eucaristica sarà tutti i giorni dalle 8 alle 18.

CONFESSIONI: il giovedì pomeriggio dalle 15 alle 20 sarà possibile confessarsi individualmente presso la Cappella di Santa Maria delle Grazie (Bagnaia).

BENEDIZIONI DELLE CASE: sospese fino al 3 Aprile. Presumibilmente dopo Pasqua e comunque quando sarà possibile riprenderanno con un nuovo calendario che verrà comunicato.

SOSPESE TUTTE LE ALTRE ATTIVITA’ di catechesi (catechismo), oratorio e simili.

RAPPORTARSI COL SACERDOTE E IL DIACONO non è sospeso! In particolare in questo tempo riscopriamo la pastorale del telefono e della lettera scritta, visto che per precauzione bisogna limitare i contatti. Non esitiamo a tenerci aggiornati sulla nostra vita fisica e spirituale e che questo tempo di disgrazia diventi tempo della grazia di Dio. SENTIAMOCI ALMENO PER TELEFONO!

Bagnaia, Lunedì 9 Marzo 2020

Disposizioni della Chiesa Italiana e Umbra vigenti fino al 3 Aprile 2020

NOTA DELLA CHIESA CATTOLICA ITALIANA – C.E.I

La Chiesa che vive in Italia e, attraverso le Diocesi e le parrocchie si rende prossima a ogni uomo, condivide la comune preoccupazione, di fronte all’emergenza sanitaria che sta interessando il Paese.

Rispetto a tale situazione, la CEI – all’interno di un rapporto di confronto e di collaborazione – in queste settimane ha fatto proprie, rilanciandole, le misure attraverso le quali il Governo è impegnato a contrastare la diffusione del “coronavirus”.

Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, entrato in vigore quest’oggi, sospende a livello preventivo, fino a venerdì 3 aprile, sull’intero territorio nazionale “le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”.

L’interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le Sante Messe e le esequie tra le “cerimonie religiose”. Si tratta di un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica.

Roma, 8 marzo 2020

CONFERENZA EPISCOPALE UMBRA – UFFICIO STAMPA CEU

CORONAVIRUS: NOTA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE UMBRA DELL’8 MARZO 20204

 A seguito del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri entrato in vigore quest’oggi 8 marzo per contrastare la diffusione del “coronavirus”, e a completamento della Nota della Conferenza Episcopale Umbra del 5 marzo u.s. i Vescovi della Regione Ecclesiastica stabiliscono la sospensione della celebrazione di tutte le SS. Messe feriali e festive con la presenza dei fedeli in tutte le chiese e santuari della Regione, fino a venerdì 3 aprile p.v. compreso.

Tra le “cerimonie civili e religiose” il Decreto governativo include esplicitamente anche i funerali. Il rito funebre dovrà dunque essere celebrato senza Messa, direttamente al cimitero, alla presenza dei soli stretti familiari, secondo quanto previsto al cap. IV del Rito delle Esequie.

Queste ulteriori restrizioni generano sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. Attraverso il grave sacrificio richiesto ai credenti, la comunità cristiana intende assicurare il proprio significativo contributo alla tutela della salute pubblica, collaborando lealmente con le Istituzioni civili in questo momento di emergenza nazionale.

Nell’impossibilità di adempiere al precetto festivo ai sensi del can. 1248§2, i fedeli sono invitati a dedicare un tempo conveniente all’ascolto della Parola di Dio, alla preghiera e alla carità; possono essere d’aiuto le celebrazioni trasmesse tramite radio, televisione e in streaming sui siti internet e sui social. L’accesso ai luoghi di culto sia consentito ai singoli fedeli che vogliano recarvisi per la preghiera individuale, avendo cura che venga osservata la distanza di precauzione igienica.

Assisi, 8 marzo 2020

Storia della Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo

Cool Timeline

0309

309 a.C.

309 a.C.

Nel periodo etrusco-romano, intorno al 309 a.C. ci fu il primo scontro d’armi. Il colle di Bagnaia era un punto strategico perché dalla cima si poteva vedere tutta la cam­pagna circostante, ma l’impero romano aveva un’armata più forte militarmente e sconfisse gli etruschi.

1258

XIII – XIV secolo

XIII – XIV secolo

Il comune di Perugia nel 1258 fa un cen­simento e Bagnaia, che a quel tempo era solo una piccola comunità, viene citata come villa Camanius Bagnarie. Quattro anni dopo (1268) venne menzionata come villa del contado di Porta Susanna. Verso la fine del XII secolo venne eretta la for­tificazione e visto che non ci sono docu­menti che attestino un aiuto del comune, fu la comunità a dare le risorse per la sua costruzione. Per difendere l’abitato fu costruita una cinta muraria intorno alla metà del ‘300; Bagnaia era ormai diventata Castrum. Fuori dalle mura vi era un fossato e per accedere al catello si poteva passare dall’unica via d’accesso tramite un ponte di legno retraibile. La cinta muraria ha la forma di un quadrato e agli angoli vi era­no le quattro torri. Nel 1365 a Bagnaia ci fu un’altra batta­glia tra perugini ed inglesi. Il condottiero Anichino prese Bagnaia quindi i perugini accorsero per combattere e vinsero. Agli inizi del ‘400 il castello venne assedia­to da Braccio Fortebraccio da Montone.

1363

Prime fonti storiche

Prime fonti storiche

Sull'origine della Parrocchia di Sant'Andrea apostolo in Bagnaia si sa con certezza che esisteva già nel 1363, dal momento che si conosce il nome del vicario-curato di quell'anno, don Mattioli di Paoluccio. Le prime notizie della chiesa parrocchiale si fanno risalire al principio del secolo XIV, quando il paese era chiamato Borgo di Sant’Andrea e la Parrocchia apparteneva all'Abbazia o Prepositura pomposiana, come testimonia l'antico catasto conservato nell'archivio del Monastero di San Pietro dei monaci cassinensi. A lungo la chiesa fu contesa tra il vicino Monastero olivetano di Montemorcino e la Pomposa e, soltanto con una bolla di Pio II, fu approvata l'unificazione a Montemorcino con l'obbligo, però, di pagare un canone alla Pomposa. Nella Parrocchia hanno funzionato, nel corso degli anni, società caritative come l'Opera del pane di Sant'Antonio, la Società per la festa della Madonna del buon consiglio, la Società per la festa di Santa Rita da Cascia, la Società per la festa della Madonna delle Divine Grazie.

1463

Chiesa contesa

Per lungo tempo la chiesa fu contesa tra il vicino Monastero olivetano di Montemorcino e l'abbazia di Pomposa e soltanto con una bolla di Pio II, della metà del sec. XV, fu approvata l'unificazione a Montemorcino, con l'obbligo, però, di pagare un canone a Pomposa. Anche nel 1463 questa chiesa di S. Andrea di Bagnaia, come soggetta al Priorato di S. Maria del Castello di S. Mariano, fu visitata da D. Bartolo, Vicario della Pomposa. Nell’anno 1500 formò questa chiesa il catasto particolare  dei suoi terreni nel libro intitolato: Civium Rusticorum, Ecclesiarum et Hospitalium P.B. fol. 110 (A. Mariotti – Territorio di Perugia – Porta Eburnea).

1763

XVIII secolo

Dalla Visita Pastorale compiuta dal Vescovo Amadei nel 1763, sappiamo che in essa vi erano 5 altari: il maggiore dedicato al Divino Apostolo Andrea e poi l’altare consacrato alla Madonna del Rosario, curato dalla Confraternita del SS. Sacramento; l’altare di S. Bernardino da Siena, al quale erano addetti alcuni questuanti, eletti dal parroco; l’altare dedicato a S. Antonio da Padova, di diretto della nobile famiglia degli Oddi; ed infine l’altare consacrato alle Anime Purganti. In tale Visita Pastorale viene pure detto che nei giorni di festa in questa chiesa, nel temo di quaresima e nei venerdì  del mese di marzo, veniva un predicatore scelto dal Vescovo per annunziare la parola di Dio alla popolazione.

1881

1881: una nuova chiesa

1881: una nuova chiesa

Arriviamo così al 1881. La prima domenica di maggio di quell’anno la Compagnia del SS. Sacramento, insieme al parroco Don Vincenzo Margaritoni, si riunì e stabilì di ampliare la vecchia chiesa, ormai insufficiente per la popolazione in continuo aumento (550 paesani), e perché deteriorata nelle strutture dal tempo. La perizia dei lavori affidata all’Ing. Giovanni Mencarelli, redatta nel 1884, preventivava una spesa di L. 11.500. I fondi per la sua costruzione furono così reperiti:
  • Alla data della riunioneera a disposizione,quale avanzo della Compagnia e delle Priorate, la somma di L. 2500, fruttifere al 5%;
  • Dalla vendita di alcuni beni della Compagnia: L. 4022,93;
  • Il contributo del parroco e dei parrocchiani, che si erano autotassati per lo spazio di quattro anni, procurarono altre L. 2000;
  • Le Prioratestabilirono di stare in economia nella celebrazione delle rispettive feste per lo spazio di quattro anni: ciò procurò la somma di L. 1000.
Altri  contributi poi pervennero da Bianchi, da Coli e da un’offerta “delle donne e delle giovinette del paese”. In più, si sperava in un sussidio del Papa (che allora era Leone XIII, già Arcivescovo di Perugia)e dell’Economato Regio. I Meniconie degli Oddi (proprietari rispettivamentea la Torricella e a Montefreddo) avrebberofronito il materiale da fornace. Per i trasporti si sarebbero avute notevolifacilitazioni;m entre i muratori di Bagnaia si impegnavanoa lavorare ciascuno una settimana gratuitamente. I lavori in terracotta furono affidati alla fabbrica Biscarini-Angeletti.

1884

Inizio dei lavori della nuova chiesa

Inizio dei lavori della nuova chiesa

Il complesso dei lavori ebbe inizio nel 1884. Per prima cosa fu demolita la casa del parroco, che fu ricostruita sullo stesso luogo, ingrandita di due nuove stanze, ricavate dalla sopraelevazione della sacrestia. Nel maggio 1886 iniziarono i lavori di demolizione della vecchia chiesa, che vennepure ricostruita sullo stesso luogo. Non era ancora completata, che nel marzo 1887 il parroco Don Vincenzo Margaritoni chiese al Vescovo Mons. Federico Foschi di officiarla perché la popolazione, troppo numerosa, trovava disagio nell’assistere alle funzioni celebrate perla circostanza nell’Oratorio della Madonna delle Grazie (attuale salone parrocchiale).

1887

Terminata la nuova chiesa

Terminata la nuova chiesa

Durante i lavori, il parroco Margaritoni fu costretto a superare notevoli difficoltà provocate, sia da alcuni parrocchiani, le cui critiche erano giunte all’orecchio del Vescovo, sia dalla Pretura, che non permettevala vendita di alcuni fondi di proprietà della Confraternita del SS. Sacramento, ed infine da una malattia, protrattasi per circa un anno, che colpì lo stesso parroco. Nonostante tutto la chiesa fu portata a termine. L'ingegnere Mencarelli si occupa di organizzare la costruzione della nuova chiesa che sorgerà al posto dell'antico edificio. I lavori si svolgono dal 1887 al 1889. Il campanile è distaccato dalla chiesa e si erge su una delle quattro antiche torri del castello di Bagnaia. La nuova chiesa venne ricostruita più lunga e più larga della precedente. E’ di sobrio stile classicheggiante. All’interno dli altari sono tre: l’altare maggiore e i due laterali, dedicati uno alla Madonna e uno a Gesù Crocifisso[1]. Ad una sola nacata, con tre campate ed un abside semicircolare, coperta di volte, sostenute da archia a tutto sesto. La lunghezza della nave è di m. 16,80, la larghezza di m. 10,20, il presbiterio lungo m. 4,15, il coro m. 3,55. Per tutto il perimetro della chiesa, addossati alle pareti, vi sono 20 pilastri, sormontati da capitelli in stucco, di buona lavorazione, che sostengono un cornicione, che gira tutto l’interno della chiesa. Nell’orchestra, a forma circolare, delimitata da una ringhiera in ghisa, nel dietro dell’abside, sorgeva un organo rimesso a nuovo dal cav. Nicola Morettini. Fu costruito pure un pulpito, sopraelevato a forma di terrazzo, con una porta d’ingresso dalla casa canonica. La volta fu dipinta in azzurro stellato, mentre le pareti furono dipinte a damasco e le colonne con i classici scanelli. Il tutto opera di Coriolano Mazzerioli. All’esterno, la facciata, intonacata e tinteggiata, fu dotata di un timpano con riquadratura in terracotta; al centro della facciata un rosone, pure in terracotta, e, sopra la porta, una lunetta, che, più tardi, porterà raffigurata l’immagine dell’Apostolo Andrea. Terminati i lavori avanzarono, cosa rara, dei denari, che servirono poi all’acquisto di oggetti utili all’arredamento della stessa chiesa e per l’installazione di una calamita sul campanile. Conosciuta la cosa, Mons. Foschi lodò parroco e parrocchiani, sia per il sopravanzo, sia per come era stato impiegato; anzi, approfittando della circostanza, li lodò pure per il contributo che non avevano mancato di dare per il giubileo del 1887, nonostante fossero nelle grandi spese della costruzione della chiesa. [1] Il Crocifisso, adonta delle molte verniciature, rivela la sua origine cinquecentesca, di spontanea quanto rude fattura e sincerità d’espressione. Fu donato dal Canonico Eustachio Vignaroli l’anno 1878.

1889

24 Novembre 1889: consacrazione nuova chiesa

24 Novembre 1889: consacrazione nuova chiesa

Fu consacrata il 24 novembre 1889 dall'arcivescovo Federico Foschi. Era l’anno 1889 quando la chiesa fu benedetta solennemente da Mons. Foschi. L’avvenimento lo riportiamo così com’è narrato dal giornale del tempo “Il Paese”, uscito in data 30 novembre 1889: «A S. Andrea di Bagnaia la domenica 24 corrente fu per quel buon popolo una bella e veramentelieta giornata per l’apertura della nuova chiesa parrocchiale. Alle 8 antimeridiane giunse Mons. Arcivescovo accolto fuori dal Castello dal parroco locale con altri sacerdoti e dal concerto musicale di S. Martino in Colle, che gli andò incontro per rendergli onore e lo accompagnò alla casa del parroco. Sua Eccellenza fece la solenne benedizione di rito, e la funzione riuscì decorosissima per la presenza di molti sacerdoti e di chierici e di assai numeroso popolo. Terminata la benedizione Monsignore celebrò la S. Messa, quindi amministrò il sacramento della Cresima a circa 70 fra fanciulli e fanciulle ed assistette  alla Messa cantata con musiche eseguite dai cantori della Cappella della Metropolitana di Perugia. In Missarum Solemnia fece un breve ma opportunissimo discorso il Lett. Min. Oss. Padre Innocenzo Zoboli, il quale nelle ore pomeridiane fece l’erezione delle Stazioni della Via Crucis, ed in ultimo Mons. Arcivescovo intonò il Te Deum ed impartì la benedizione col Venerabile. Meritano veramente elogio il parroco ed i parrocchiani per la premura, energia, ed accorgimento con cui hanno incominciata e portata a termine si bell’opera e si deve sincera riconoscenza ai proprietari principali della parrocchia e dei dintorni che vi hanno concorso con le loro contribuzioni. E’ inutile poi dire che quanto su questa festa hanno riferito “L’Unione Liberale” di Perugia ed il “Messaggero” di Roma è per lo meno esagerato in parte, in parte falso di pianta. Falso che al pranzo si facessero brindisi al Papa-Re, non furono fatti brindisi a nessuno. Falso che il parroco di Bagnaia è Don Domenico Beribattioli. Falso che il concerto musicale accompagnasse Mons. Arcivescovo, nel partire, all’inno garibaldino.» Quando la chiesa fu benedetta, gli altari laterali non erano stati ancora terminati; si poterono ammirate, nelle belle terracotte della fabbrica Biscarini-Angeletti, solo nel 1892. Fu allora che, sopra l’altare dedicato a Gesù Crocifisso, venne aperta una nicchia rettangolare in cui venne collocato il bellissimo simulacro, e decorata con una pittura raffigurante la Madonna Addolorata, S. Giovanni Evangelista e una veduta di Gerusalemme, opera del pittore S. Galimberti[1]. Fu pure dotata di una bella cornice dorata, che sosteneva un vetro di copertura. Una tenda rossa, sormontata da una croce, serviva a coprire il Crocifisso, quando non era esposto ai fedeli. [1] S. Galimberti era il nipote del Nunzio Apostolico di Vienna, Mons. Luigi Galimberti, era stato allievo del pittore Annibale Brugnoli.

1953

Lavori di manutenzione

La chiesa nel corso degli anni ha subito riparazioni equalche modifica. In occasione delle feste venticinquennali del 1953 fu completamente ritinteggiata, tolta la vecchia tinta a damasco, le pareti furono colorate atinta calsa color avana, le colonne e gli archi in grigio, azzurra la volta,  senza stelle. In occasione delle feste furonofatte anche quattronicchie per i santi, scavate nelle colonne della chiesa. Fu rifatto intorno all’altare maggiore un nuovo pavimento in mattonelle di cemento.

1958

Crollo sull’altare e lavori di ricostruzione

Crollo sull’altare e lavori di ricostruzione

La notte del 13 febbraio 1958, alle 22:30, si spezzava uno dei due travi (infradiciatosi forse per un’infiltrazione d’acqua piovana, mai avvertita), che formava la raggera di sostegno al tetto della chiesa sopra l’abside, schiantandosi lungo il muro esterno. Il trave, cadendo proprio nella parte più bassa della volta, la sollevava, demolendola. Crollò distruggendo il sottostante altare maggiore in terracotta, colpendo gravemente l’orchestra e lo stesso organo: fu il fragore e l’effetto di un bombardamento. Un vero disastro. Il parroco Don Adriano Fressoia, dopo lunghe peripezie, riuscì ad interessare il Genio Civile di Perugia che stanziò la somma di Lire 2.000.000 per la ricostruzione: di cui L. 1.300.000 per la volta e il tetto della chiesa e L. 700.000 per l’organo. I lavori, eseguiti nei mesi di aprile e maggio del 1959, furono appaltati dal Genio Civile alla ditta F.lli Castellini di Bagnaia. Doveva esser ricostruito anche l’altare. Fu incaricato del disegno l’architetto Gina Baldracchini di Perugia. Fu ricostruito in marmo botticino di Vicenza e dato in lavorazione alle Industrie di Marmi Vicentini. Fu montato per intero da Ilvano Castellini di Bagnaia. L’interno del tabernacolo fu rivestito in ottone dorato a fuoco, mentre la porticina fu fatta in argento, laminata d’oro, su disegno della stessa Gina Baldracchini, sul davanti riporta, in bassorilievo, la figura del Cristo. La lavorazione del tutto fu affidata alla ditta Pagliai di Firenze. La spesa dell’altare ammontò a oltre L. 700.000, sostenuta in gran parte dalla popolazione di Bagnaia. Il nuovo altare fu impiantato circa cm. 40 in avanti, rispetto a quello precedente, per dare possibilità di sistemare, sul dietro, la consolle del nuovo organo. Lo stesso presbiterio a tale scopo fu prolungato in avanti di circa cm. 30. Fu demolito anche il pulpito che, dopo la scomparsa dell’orchestra, non faceva più simmetria e anche perché, dopo l’avvento degli altoparlanti, non era più adoperato. La statua di S. Andrea Apostolo, che prima era posta in una nicchia sul dietro dell’abside, fu collocata dove si trova attualmente, sostenuta da un artistico supporto di legno, appositamente disegnato dalla Baldracchini ed eseguito da Decio Castellini, venne pure levigato il pavimento in mattoni dell’interno della chiesa. Il 24 maggio Mons. Pietro Parente, Arcivescovo di Perugia, consacrò il nuovo altare di fronte ad un numerosissimo popolo amministrando pure il sacramento della Cresima. Il giorno seguente, 25 maggio, celebrandosi l’annuale festa a Gesù Crocifisso, l’altare  fu officiato per la prima volta con la S. Messa dell’Arciprete della Cattedrale di Perugia, Mons. Fabio Italiani.

1960

Nuovo organo

Nuovo organo

Il 1 agosto 1960 iniziarono i lavori di ricostruzione del nuovo organo elettrico della ditta Giustozzi di Foligno. Finanziato in parte dal Genio Civile, le restanti spese furono sostenute dalle offerte della popolazione di Bagnaia. In tutto furono spese L. 1.000.000. La soletta si sostegno al sommiere dell’organo, posto nell’abside, al di sopra della porta d’ingresso in sacrestia, fu donata dall’impresa edile F.lli Castellini di Bagnaia. Fu benedetto dall’Arcivescovo di Perugia Mons. Raffaele Baratta il 28 agosto dello stesso anno ed inaugurato per la festa a Gesù Crocifisso, posposta appositamente in tale data. Per la circostanza fu eseguita, a tre voci, la Messa “in Honorem Beati Caroli” del Perosi, cantata dalla schola cantorum del seminario di Perugia, diretta dal maestro Don Pietro Squartini.

1969

1969: terremoto

1969: terremoto

L’11 agosto 1969, circa le ore 16, alcune scosse di terremoto fortunatamente di breve intensità, procurarono lesioni di scarsa entità ad alcune abitazioni del paese. Il Sindaco di Perugia, per sospette lesioni alla stessa chiesa, ne ordinava la chiusura per alcune settimane. Nel frattempo le funzioni religiose furono accolte di nuovo dall’antico Oratorio di S. Maria delle Grazie pur già ridotto a salone-teatro parrocchiale. Infine, in preparazione alle attuali feste venticinquennali, altri lavori si sono aggiunti ai precedenti.

1975

Riammodernamento liturgico

Riammodernamento liturgico

Per le rinnovate regole liturgiche, che contemplano la celebrazione della S. Messa in modo che il sacerdote sia rivolto verso il popolo, è stato necessario nel marzo-aprile del 1975 prolungare il primo gradino dell’altare così da creare un basamento più ampio per accogliere un nuovo altare, costruito in legno di noce, sempre su disegno della Baldracchini e su lavorazione di Decio Castellini. L’altare è stato donato dal canonico Gualtiero Castellini, mentre l’opera muraria è stata eseguita e donata da Ilvano Castellini.

1977

Tinteggiamento e manutenzione della Chiesa

Tinteggiamento e manutenzione della Chiesa

Nel mese di settembre del 1977 dalla Ditta Casci-Sorci di Magione è stata tinteggiata di nuovo tutta la chiesa. E’ stato dato un nuovo azzurro alla volta, un bianco-grigio alle colonne e agli archi, un colore giallognolo alle pareti. Gli archi e le colonne erano prima riquadrati con delle fasce dalla tinta chiara; tali fasceora sono state tolte per dare più risalto all’altezza della chiesa. Lo zoccolo, prima dipinto fino alla sommità della base delle colonne, ora è stato abbassato e costruito in legno. L’opera di montaggio è stata data gratuitamente dai falegnami del luogo: Federico Covarelli, Decio Castellini, Gildo Barluzzi e Luciano Patalacci. La spesa La spesa per il legno è stata di L. 180.000; per la tinteggiatura L. 1.300.000. La stessa ditta Casci-Sorci  ha ritinteggiato poi la facciata della chiesa e lavati i mattoni delle colonne e della base, una volta verniciati in rosso. Per questo lavoro si sono spese L. 300.000. E’ stato rinnovato  l’impianto elettrico e per la prima volta illuminata la volta della chiesa dalla ditta Piergiovanni Corrrado di Castel del Piano per una spesa di 600.000. Gratuitamente è stato ripulito e messo al nuovo dai ragazzi della parrocchia Luca Covarelli e Armando Caponi il grande lampadario di centro. E’ stato tolto il vetro e la tenda rossa che copriva l’immagine di Gesù Crocifisso; modificata edilluminata l’urna. Sono stati ridotti gli altari laterali in terracotta (lavoro di Ilvano Castellini) e di nuovo ritoccati nella tinta e nell’oro. E’ stato rinnovato con un bel velluto rosso il drappeggio facentefunzione di bussola alla porta laterale della chiesa (dono delle donne di Bagnaia – L. 200.000). Sono state acquistate n. 14 panche in paggio di Slavonia e n.10 seggiole dalla ditta Fabio Spinelli per la somma di L. 1.400.000. L’antico pavimento in mattoni è stato tinteggiato in rosso. La lunetta sovrastante la porta esterna della chiesa è stata fregiata di un nuovo affresco con l’immagine di S. Andrea Apostolo – opera del sacerdote Nello Palloni – il precedente era del pittore Don Guerriero Giappesi. E’ stata rifatta in travertino la gradinata antistante la chiesa per una spesa di L.  350.000. In sacrestia è stato rifatto un nuovo pavimento in legno sovrapposto a quello precedente in laterizi.

2017

“Sentenza” di inagibilità

“Sentenza” di inagibilità

Con l’ingresso del nuovo parroco, don Simone Pascarosa, viene approfondita la situazione di criticità post-sisma dell’Ottobre 2016 aggravatasi con terremoti locali successivi. Il 30 novembre 2017 (festa liturgica del nostro patrono Sant’Andrea) arriva la visita degli addetti della Protezione Civile e dei Beni Culturali, che sancisce la “agibilità con provvedimenti”: tiranti in facciata, verifica approfondita delle volte in foglio previa pulizia con rimozione materiale per verificare se le lesioni interessano la struttura. In attesa dell’arrivo del provvedimento di inagibilità, il 6 novembre, giorno precedente all’inizio della festa paesana del “Natale a Bagnaia”, vengono rinvenuti in chiesa nella zona del coro dei calcinacci. Visti gli imminenti festeggiamenti per la festa dell’immacolata concezione, che avrebbero riempito la chiesa nei giorni successivi, il parroco decide, in via preventiva, di chiudere la chiesa, con grande rammarico e sgomento dei parrocchiani. In attesa del provvedimento di inagibilità viene dato alla ditta Palomba di procedere allo svuotamento delle volte, che vengono trovate effettivamente piene dei detriti del periodo della costruzione della chiesa. Tutte le celebrazioni vengono spostate nell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie (da tutti ormai conosciuto come “il teatro”), che però richiede dei lavori di ristrutturazione per accogliere dignitosamente la comunità.

2018

Ordinanza di inagibilità

Ordinanza di inagibilità

Arriva l’ordinanza di inagibilità in data 12 Gennaio 2018 e si inizia a progettare la ristrutturazione dell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie. La concomitanza con le benedizioni pasquali permise di sensibilizzare i parrocchiani sulla necessità dei lavori e sulla richiesta di contributi per i lavori che partono già a febbraio. Contemporaneamente vengono avviati i controlli strutturali sulla chiesa con la consulenza del Geom. Valiero Seghetta e dell’Architetto Claudio Castellini. Martedì 6 Febbraio viene svolta un’assemblea con tutti i cittadini per presentare lo stato della chiesa e il progetto di ristrutturazione dell’Oratorio. I lavori di ristrutturazione procedono spediti col contributo di diversi professionisti e di uomini volenterosi che tutti i giorni si dedicano al lavoro sull’oratorio. Domenica 20 Maggio vengono inaugurati i locali dell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie alla presenza del Vescovo Ausiliare Mons. Paolo Giulietti, nel giorno di Pentecoste e Festa del Crocifisso a Bagnaia (spostata per l’occasione in questa data). Nello stesso periodo iniziano i lavori di rilievo e progettazione per i lavori di consolidamento della chiesa parrocchiale.

2018

Oggi

Ad oggi la progettazione del consolidamento della Chiesa è in fase avanzata. La parrocchia è in attesa di presentare il progetto alla Conferenza Episcopale Italiana per la richiesta di fondi con i quali finanziare i lavori di consolidamento che saranno significativi sia come intervento, sia come impiego economico.