Quaresima in Quarantena 3 – Giovedì 12 Marzo

Preparazione

  1. Preparare su un tavolo una tovaglietta dove mettere un crocifisso e una candela.
  2. Spegnere televisione, tablet e mettere il cellulare silenzioso.
  3. Aprire la bibbia sul Vangelo di Luca al Capitolo 16, i versetti sono 19-31
  4. I testi per la preghiera di oggi si trovano sul retro di questo foglietto
  5. Il tempo di questa piccola liturgia è di 10 – 15 minuti o di più.

Ordine della preghiera

  1. Segno di Croce: “Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Amen.
  2. Un minuto di silenzio nel quale raccogliamo i pensieri e le preoccupazioni di questo giorno e li offriamo al Signore. Poi si ripete per tre volte: “Vieni Signore Gesù”.
  3. Si legga la Prima Lettura. Poi si reciti il Salmo ripetendo il ritornello.
  4. Il capofamiglia, o chi per lui, proclama il Vangelo.
  5. Dopo qualche istante di silenzio, si può leggere o ascoltare le meditazioni disponibili qui: Don Francesco 13.03.2020Don Simone 13.03.2020
  6. Successivamente i presenti possono condividere ciò che la Parola di Dio ha suscitato e un pensiero edificante per tutti.
  7. Recitiamo il Padre Nostro.
  8. Nell’impossibilità di ricevere il Sacramento dell’Eucarestia, si reciti la preghiera di comunione spirituale, senza correre, che trovate qui sotto.
  9. Alla fine ci si segna col segno di croce con le seguenti parole:
    Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.” e si conclude con l’Ave Maria o con un canto liturgico come si preferisce.

Preghiera di Comunione Spirituale (per chi non riceve l’Eucarestia)

Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’ anima mia.
Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.  
 [pausa silenzio]
Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te;
non permettere che mi abbia mai a separare da te.
Eterno Padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in sconto
dei miei peccati,  in suffragio delle anime del purgatorio e per i bisogni della Santa Chiesa.



Dal Libro del Profeta Geremia (Ger 17,5-10)

Così dice il Signore:

«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore. Sarà come un tamerisco nella steppa; non vedrà venire il bene, dimorerà in luoghi aridi nel deserto, in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.

Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell’anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti. Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce! Chi lo può conoscere?

Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per dare a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi, ma come pula che il vento disperde; poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti, mentre la via dei malvagi va in rovina.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20, 17-28)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:

«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.

Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.

E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Parola del Signore

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